lunedì 22 marzo 2010

IL POLITICO DELLA PDL VUOLE PATTEGGIARE.




Tangenti, Pennisi è pronto a patteggiare due anni e 10 mesi.




L'esponente politico del Pdl fu arrestato in flagranza di reato poco dopo aver incassato la rata di 5mila euro di una tangente da 10mila euro da un imprenditore su una pratica edilizia.


Milko Pennisi, l'ex presidente della commissione urbanistica del Comune di Milano, punta al patteggiamento per chiudere quello che lui stesso sostiene essere stato l'unico episodio nella sua carriera politica nel quale ha intascato una mazzetta. Mazzetta per cui lo scorso 11 febbraio è stato arrestato in flagranza di reato con l'accusa di concussione ai danni dell'imprenditore Mario Basso, che tre giorni prima l'aveva denunciato.La difesa dell'ex consigliere comunale del Pdl ha raggiunto con la Procura un accordo: due anni e dieci mesi di carcere e 10mila euro, la somma della tangente contestata, messi a disposizione (5mila come risarcimento a Basso). I pm Grazia Pradella, Laura Pedio e Tiziana Siciliano, le tre titolari dell'inchiesta, hanno però dato parere negativo alla richiesta di arresti domiciliari, subordinata all'accordo, almeno fino a quando il giudice delle indagini preliminari non avrà deciso sulla congruità della pena concordata. Pennisi dovrebbe così rimanere a San Vittore finché la sua posizione, per questo capitolo (stralciato) di un'indagine più ampia, non verrà ratificata da un giudice diverso da quello che aveva firmato la custodia cautelare in carcere.Nei confronti dell'ex esponente politico del Pdl l' inchiesta va a avanti: al vaglio degli inquirenti ci sono una serie di pratiche passate dalla commissione urbanistica comunale, i versamenti in contanti - qualche migliaia di euro per volta - su suoi tre conti correnti e anche la sua attività alla fondazione Le Stelline. I sospetti sono che quella di circa un mese e mezzo fa non sia stata l'unica tangente incassata da Pennisi, che ci possano essere stati altri episodi di concussione o anche di corruzione, e altre persone, funzionari, politici e imprenditori, coinvolti in un presunto giro di mazzette.Pennisi, invece, si è difeso spiegando ai pm lo scorso 5 marzo che i soldi versati da Basso rappresentano l'unica cifra ricevuta in modo illegale e che non si sarebbe trattato di concussione, ma di corruzione. Quanto ai versamenti sui suoi conti correnti, ha sostenuto che erano relativi ai gettoni di presenza in Comune, al bonus per il suo incarico alla fondazione Le Stelline, all'affitto di un appartamento e agli aiuti del padre. Con la proposta di patteggiamento l'ex consigliere mira a mettere fine a una vicenda che ha avuto un certo rilievo, anche perché è stato arrestato proprio mentre riceveva in pieno centro a Milano una busta con dentro 5mila euro, la seconda tranche di una mazzetta da 10mila per sbloccare una pratica edilizia.La consegna della prima tranche era stata videoregistrata da Basso con una microtelecamera che gli era stata prestata da Fabrizio Pensa, fotografo ed ex collaboratore di Fabrizio Corona, che in precedenza aveva lavorato in una società dell'imprenditore.

Art. " La Repubblica.it Milano".

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