
Palagonia. Giustino lascia l'incarico evitando la mozione di revoca presentata da 9 consiglieri.
Si dimette il presidente del Consiglio.
Venerdì 09 Aprile 2010
Catania (Provincia),
Si è ufficialmente dimesso il presidente del Consiglio comunale di Palagonia, Domenico Giustino. Secondo una comunicazione della segreteria generale dell'ente, le dimissioni sarebbero legate a «motivi professionali», in quanto non riuscirebbe più a conciliare i diversi impegni istituzionali e personali.
Venerdì 09 Aprile 2010
Catania (Provincia),
Si è ufficialmente dimesso il presidente del Consiglio comunale di Palagonia, Domenico Giustino. Secondo una comunicazione della segreteria generale dell'ente, le dimissioni sarebbero legate a «motivi professionali», in quanto non riuscirebbe più a conciliare i diversi impegni istituzionali e personali.
Il Consiglio ha preso atto della decisione, che avrebbe, comunque, un chiaro significato politico. Giustino ha evitato in extremis il voto in aula di una mozione di revoca, che nove consiglieri (Carmelo Liggieri, Giovanni Campisi, Raffaele Benincasa, Maurizio Garibaldi, Raffaele Malgioglio, Maurizio Toro, Febronio Calcagno, Francesco Fazzino e Stefano Toro) avrebbero voluto sottoporre all'esame di tutte le forze politiche, rivendicando l'elezione di un soggetto super partes e garante delle prerogative dei gruppi.
Per il consigliere Campisi (Pdl), che ha puntato l'indice contro l'atteggiamento della presidenza, sono state «sconosciute le funzioni e il ruolo delle forze di minoranza durante le riunioni pubbliche».
Difendendo il suo operato di presidente, Giustino ha respinto le accuse di chi ha sollevato perplessità e critiche negli ultimi mesi: «La legittimità degli atti consiliari e delle mie proposte - ha dichiarato - potrà essere valutata da qualsiasi organo di controllo regionale e locale. La mia condotta non è stata difforme, inoltre, alle iniziative della pubblica amministrazione».
Il consigliere Gaetano Sipala («Palagonia nel cuore») ha poi invitato l'assemblea a esprimere solidarietà al sindaco, Francesco Calanducci, dopo l'ultimo atto intimidatorio. Una ferma condanna per l'accaduto è giunta, infine, dal consigliere Benincasa (Pdl), secondo il quale «il primo cittadino non deve cedere alle pressioni della criminalità. In assenza di motivi politici, che escluderebbero l'appoggio di una maggioranza, il sindaco non deve dimettersi».LUCIO GAMBERA fonte "La Sicilia" del 09 aprile 2010

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