martedì 14 dicembre 2010

ALEMANNO, BOOM DI ASSUNZIONI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE.


di Mariagrazia Gerina 

C’è un tempo per ogni cosa. E anche nella cosiddetta Parentopoli Atac i tempi hanno una loro importanza. Termine riduttivo «Parentopoli», come indicare la parte per il tutto. Ciò che resta al netto di mogli, figli, generi e cubiste, è il grosso delle 854 assunzioni su cui indaga la magistratura, tutto ancora da raccontare. Negli uffici di via Prenestina e di via Ostiense se la ricordano ancora quella carica di segretarie e colletti bianchi: «Improvvisamente nelle stanze non c’era più nemmeno spazio per le scrivanie».

Una valanga di assunzioni che si concentra in un periodo preciso. Tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010. Proprio prima delle elezioni regionali. «Si tratta di assunzioni pre-elettorali, clientelismo finalizzato al voto», denuncia Umberto Marroni, capogruppo del Pd capitolino, che ha chiesto di convocare un consiglio straordinario sulla gestione delle aziende comunali. Di certo, per chi bisognava votare in Atac, nelle burrascose settimane di campagna elettorale, non era un mistero.

La nuova “razza padrona” che aveva fatto traboccare le stanze si preoccupò di attaccare i manifesti anche accanto alla macchinetta del caffé, nel piano nobile, quello dell’ufficio personale. «Vota Di Paolo, la forza dell’identità». Pietro Di Paolantonio detto Di Paolo, era il candidato prediletto del sindaco Alemanno, nonché marito della sottosegretaria Saltamartini. Il partito di Berlusconi restò fuori e i voti della “corrente” transitarono su Mario Brozzi, ex medico della Roma calcio, candidato nella lista Polverini.

Un video su Youtube - ne dava ieri notizia il Corriere della Sera - mostra il figlio dell’ex ad di Atac (anche lui una moglie piazzata nell’azienda trasporti) che stringe la mano al candidato, assicurandogli 1700 voti raccolti a Guidonia. Feudo, appunto, di Bertucci, padre e figlio, consigliere del Pdl. E territorio di origine di molti dei neo-assunti in epoca pre-elettorale. Non che nelle altre aziende sia andata diversamente. «In Ama fecero i pullman con i dipendenti per partecipare alla manifestazioni elettorali», raccontano nell’altra azienda capitolina, finita sotto inchiesta. Ma la Parentopoli non si arresta alle aziende più grandi del Gruppo Capitolino.

UN VOLTO PER LA TV Anche dalla più piccola Risorse per Roma, quella che cura i progetti urbanistici cari al sindaco, compresa la Formula Uno all’Eur, spuntano alcune vicende interessanti. I numeri delle assunzioni qui sono decisamente più bassi. Ma tra i nuovi assunti spunta anche un nome transitato per il piccolo schermo. Si tratta di Stefania La Fauci, già cantante, consacrata dalla partecipazione al festival di Sanremo, nonché presentatrice Rai. Cosa ci fa tra i dipendenti di Risorse per Roma è un mistero. «Nessuno però l’ha mai incrociata», mormorano in azienda.

Le nuove assunzioni sono in tutte una cinquantina. E tutte concentrate dopo l’arrivo dei nuovi vertici decisi da Alemanno. Maurizio Bonifati, l’ad: viene bruscamente sostituito quest’anno. Il presidente, Domenico Kappler, ex senatore di An (pezzo grosso di Nettuno, politicamente bruciato dalla “tangentopoli” locale esplosa nel 2005): porta con sé la segretaria, Alessandra Zecchino. Anche lei: «Dopo qualche settimana, non si è più vista». Infine, il vicepresidente Alfredo Tirrò, che, come Bertucci originario di Guidonia, si distingue per attivismo.

Tanto da far assumere se stesso e diventare anche responsabile del Personale. È lui nell’aprile del 2009 a promuovere nella sala riunioni l’aperitivo aziendale con la candidata: Roberta Angelilli, eletta al Parlamento europeo. Ma negli annali resterà la visita di Gheddafi in Campidoglio, nel giugno di 2009. Con tanto di pullman carico di dipendenti RpR gentilmente «messo a disposizione dall’azienda». 14 dicembre 2010

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