venerdì 12 febbraio 2010

QUEI QUATTROMILA CONSULENTI ALLA CORTE DI RE SILVIO.




Un tempo li chiamavano raccomandati, oggi meglio dire i consulenti. Cioè? Gli amici, i parenti, i carrieristicamente importanti, i servi notori del padrone che conviene assumere a spese, ovviamente, della pubblica amministrazione.



Si è calcolato che in consulenti lo Stato ha speso nel 2009 cinquantanove miliardi di euro, il venti per cento in più rispetto l'anno precedente. Diciannove miliardi al nord, ventotto al sud, dove primeggia la Basilicata con il cinquanta per cento.


E con i consulenti di Palazzo Chigi, la reggia di Berlusconi è arrivata a più di 4.000 stipendiati. A tutti i ministri è stata data la licenza di assumere i consulenti che vogliono e hanno fatto a gara ad arruolare nipoti e cugini, amici e conoscenti, ciascuno la sua clientela.


Che fanno i consulenti? Fanno, dovrebbero fare, quello che in una amministrazione normale fanno gli impiegati. Ma i consulenti sono più comodi: li puoi assumere in tuo insindacabile parere, evitando esami e concorsi, se sono bravi puoi appropriarti dei loro meriti, tanto nessuno sa quali siano i loro e quali i tuoi, se sono mediocri e inutili li puoi pagare lo stesso, tanto paga Pantalone.

.................. Chi controlla il governo scialacquatore? Ci ha provato di recente la corte dei conti con un' indagine sul faraonico progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La corte ha dato un parere critico sull'opera, rischiosa tecnicamente e ad altissimo costo. Un ponte più lungo dei più lunghi del mondo, costruito per unire due deserti, due regioni come la Calabria e la Sicilia economicamente depresse e con pessima viabilità.

...............................................stralci art. di Giorgio Bocca sul Venerdi di Repubblica del 12/02/10.






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