domenica 9 maggio 2010

ESPERTO PARRUCCHIERE DIRETTORE DEI LAVORI DI RESTAURO DEI GRANDI UFFIZI.



Bondi, Miccichè e l'appalto Grandi Uffizi
La promozione di Riccardo Miccichè a direttore dei lavori di restauro dei Grandi Uffizi, per un valore di 29 milioni e mezzo di euro, con il placet del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, è al centro di un'informativa dei carabinieri del Ros contenuta negli atti depositati dalla procura di Firenze per il giudizio immediato di Angelo Balducci, Fabio de Santis, Francesco De Vito Piscicelli e dell'avvocato Guido Cerreti, di cui danno conto oggi il Corriere della sera e la Repubblica.Micchichè, 36 anni, già rappresentante della struttura Grandi eventi al G8 della Maddalena, che risulta essere ingegnere ma, sottolineano Corsera e Repubblica citando le carte, con un curriculum in cui compaiono le attività di parrucchiere e di unico componente del consiglio di amministrazione di una società , la Erbe medicinali Sicilia, «specializzata nella preparazione di terreni per la coltivazione delle erbe», viene nominato da Bondi il 22 dicembre 2009 direttore dei lavori per il restauro degli Uffizi.


È Fabio de Santis, provveditore della Toscana tuttora in carcere, ad esprimere perplessità su Miccichè al telefono con Enrico Bentivoglio, «responsabile unico per il procedimento» degli Uffizi, in una intercettazione i cui contenuti sono riportati dai due quotidiani.De Santis: «Miccichè? Non ci posso credere»; e Bentivoglio risponde: «Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi...abbiamo fatto la riunione l'altro giorno...siamo tornati in treno.. c'era pure Salvo (Nastasi, ndr.) allora stavamo un attimo da soli e ho fatto 'Salvo ma siamo sicuri di coso qua, del siciliano?». I carabinieri che ascoltano le telefonate dispongono nuove verifiche e nella relazione evidenziano: «Effettivamente Miccichè non appare essere munito di una particolare esperienza per condurre la direzione dei lavori degli Uffizi». I carabinieri sottolineano che il fratello di Miccichè, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta Giusylenia srl, impresa «sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina». Da qui la necessità di nuovi approfondimenti.
" L'Unità " 09 maggio 2010

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