
PALAGONIA, L'INCHIESTA SUI RAPPORTI TRA MAFIA E POLITICA.
"Le mie attività politiche non sono state contigue alla mafia. Anche la mia storia professionale, nei lunghi anni di militanza nell'avvocatura, non è mai stata legata alla criminalità organizzata. Sono disponibile a qualsiasi confronto nelle sedi competenti: le accuse, secondo indiscrezioni e teoremi dei giornali, sono inaccettabili ".
Il sindaco di Palagonia, Calanducci, respinge la tesi sul presunto concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria in cui sarebbero coinvolti, oltre al presidente della regione Lombardo, deputati regionali e amministratori locali.
Il primo cittadino ha pure escluso di aver intrattenuto " rapporti lunghi con l'on. Fausto Fagone. I contatti si sono interrotti, con l'uscita dell'Udc dalla maggioranza, dopo alcuni mesi di governo municipale. Sono sceso in campo, inoltre, prima della rinuncia alla sindacatura di Fagone. Con il governatore Lombardo, invece, sono prevalsi solo feeling di natura politica, non collusioni in ambienti mafiosi".
In merito al blocco delle assunzioni di personale al comune e ai ripetuti atti intimidatori, che hanno colpito amministratori, professionisti e politici, Calanducci ha aggiunto: " Le pressioni sussistono, sono innegabili. Secondo alcuni ipotesi, i danneggiamenti sarebbero conseguenti alla rottura di accordi e schemi. Posso assicurare di non aver infranto alcun compromesso oscuro. Sull'assunzione dei vigili urbani dovranno essere valutate alcune condizioni".
Stralcio art. "La Sicilia" del 14 maggio 2010 a firma di Lucio Gambera.

0 commenti:
Posta un commento