lunedì 18 gennaio 2010

Arance siciliane: bufera tra consorzi per un servizio apparso su Striscia la Notizia.

Un problema di comunicazione



(nella foto navel di Ribera)





Nel corso della puntata di Striscia la notizia di giovedi 14 gennaio 2010, è stata mandata in onda una rubrica "contro i tarocchi", nella quale, in veste di
Presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, Alessandro Scuderi ha mostrato quali caratteristiche possono indicare al consumatore di trovarsi in presenza di arance Tarocco,Moro o sanguinello, invece che di arance bionde.
La finalità del servizio, ovviamente pubblicitaria e di promozione della produzione agrumicola a marchio IGP, ha tuttavia suscitato un vespaio di polemiche. Il raffronto presentato in trasmissione tra un'arancia pigmentata e una bionda poteva infatti indurre il consumatore nell'errore di credere:
1) che un'arancia pigmentata sia, dal punto di vista organolettico, superiore ad una arancia bionda e dunque ad essa sempre e comunque preferibile;
2) che le arance bionde di tipo navel (ombelicate) vengano spacciate nei punti vendita per arance tarocco o pigmentate.
3) che la presenza dell'ombelicatura su una arancia sia segno di minore qualità o di prodotto contraffatto.

La risposta del presidente del Consorzio di Tutela arancia di Ribera DOP non si è fatta attendere: il messaggio giunto ai telespettatori è sicuramente lesivo dell'immagine dell'arancia di Ribera in quanto suo elemento caratterizzante è proprio il cosiddetto " ombelico" elemento che da oggi potrà essere considerato dai consumatori come negativo e quindi caratteristico di un prodotto "taroccato" , ovvero falso o contraffatto, quindi da non acquistare.

Critiche sono giunte al servizio di Striscia la notizia anche dalla Confederazione italiana Agricoltori, la quale ha sottolineato che: esistono anche moltissime arance rosse prodotte in Sicilia, ugualmente buone e vere, ma che, per scelta imprenditoriale, non si fregiano del marchio IGP, con ciò mettendo in guardia contro la confusione che potrebbe ingenerarsi nel consumatore finale.

L'ass. alla agricoltura siciliano ha dichiarato: l'ultima cosa che l'agricoltura siciliana ha bisogno è una guerra tra produttori. Il messaggio trasmesso è fuorviante rispetto al complesso patrimonio agrumicolo della nostra regione ma resto convinto della buona fede dio chi ha realizzato il servizio giornalistico.
(art. di FreschPlaza del 18 gennaio 2010).

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