
Lady Abelli patteggia 1,2 milioni di euro e due anni con la condizionale: scarcerata
Patteggiamento della pena con condizionale e risarcimento di 4,5 milioni di euro anche per Maria Ruggiero, ex segretaria del personaggio chiave dell'inchiesta, l'imprenditore Giuseppe Grossi, il "re delle bonifiche"
Si è chiuso con un patteggiamento uno dei capitoli dell'inchiesta milanese Montecity-Santa Giulia. Ha patteggiato due anni, con pena sospesa, Rosanna Gariboldi, moglie del deputato pdl Giancarlo Abelli, arrestata per riciclaggio il 20 ottobre scorso nell'ambito delle indagini sulle presunte irregolarità nella bonifica dell'area alle porte del capoluogo lombardo, che hanno portato in carcere l'imprenditore Giuseppe Grossi, noto come "il re delle bonifiche".Grazie alla ratifica del patteggiamento, la donna, che quando è finita in carcere era assessore provinciale a Pavia, è uscita da San Vittore, dove era rinchiusa da quasi tre mesi. "Ho trovato più umanità in carcere che fuori", ha spiegato l'ex assessore, appena tornata libera, mentre il marito Abelli ha parlato di fine di "un incubo". "La prima cosa che farò - ha aggiunto il vicecoordinatore nazionale del Pdl - è cercare di aiutarla a superare il trauma che indubbiamente subisce chi è soggetto a una assurdità come la prolungata carcerazione preventiva".Il gip milanese Anna Maria Zamagni ha accolto anche il patteggiamento a un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa) di Maria Ruggiero, ex segretaria dell'imprenditore Grossi, anche lei indagata per riciclaggio.Secondo l'accusa, Ruggiero e Gariboldi "si sono prestate a reinvestire le somme derivanti dall'attività illecita" di Grossi, che sovraffatturando i costi della bonifica dell'area Montecity avrebbe accantonato fondi neri per oltre 22 milioni di euro. Ai patteggiamenti hanno dato l'assenso i pm Laura Pedio e Gaetano Ruta.Il gip ha stabilito la confisca di oltre otto milioni di euro a carico delle indagate. In particolare, l'ex assessore pavese ha messo a disposizione circa 1,2 milioni di euro, soldi frutto del riciclaggio e transitati su un suo conto a Montecarlo. A Ruggiero, invece, sono stati confiscati oltre 5,5 milioni e un appartamento a Milano del valore di 1,5 milioni. Nel motivare la concessione dei patteggiamenti, il gip Zamagni spiega che Gariboldi e Ruggiero "non hanno frapposto ostacoli all'accertamento della verità e il loro comportamento è stato caratterizzato da correttezza e collaborazione".
Questi ultimi, secondo il gip, sono "elementi idonei a ritenere sussistente una limitata capacità a delinquere". Il giudice parla inoltre di "prognosi favorevole di non commissione di ulteriori reati". Nelle scorse settimane, invece, il gip Fabrizio D'Arcangelo, respingendo l'istanza di scarcerazione per Gariboldi, aveva fatto riferimento alla "elevata intensità" e alla "attualità del pericolo di recidiva". Il patteggiamento, ha spiegato il legale di Gariboldi, il professore Ennio Amodio, "non è una resa della mia assistita rispetto alle accuse, ma la scelta di ritornare agli affetti familiari e al lavoro".Gariboldi ha sempre sostenuto di aver commesso "una leggerezza" nell'intrattenere rapporti con Grossi. "I pm - ha aggiunto Amodio - hanno cercato di imboccare la strada politica, ma su questa linea non hanno trovato riscontri probatori perché non ce n'erano".
(12 gennaio 2010)
Patteggiamento della pena con condizionale e risarcimento di 4,5 milioni di euro anche per Maria Ruggiero, ex segretaria del personaggio chiave dell'inchiesta, l'imprenditore Giuseppe Grossi, il "re delle bonifiche"
Si è chiuso con un patteggiamento uno dei capitoli dell'inchiesta milanese Montecity-Santa Giulia. Ha patteggiato due anni, con pena sospesa, Rosanna Gariboldi, moglie del deputato pdl Giancarlo Abelli, arrestata per riciclaggio il 20 ottobre scorso nell'ambito delle indagini sulle presunte irregolarità nella bonifica dell'area alle porte del capoluogo lombardo, che hanno portato in carcere l'imprenditore Giuseppe Grossi, noto come "il re delle bonifiche".Grazie alla ratifica del patteggiamento, la donna, che quando è finita in carcere era assessore provinciale a Pavia, è uscita da San Vittore, dove era rinchiusa da quasi tre mesi. "Ho trovato più umanità in carcere che fuori", ha spiegato l'ex assessore, appena tornata libera, mentre il marito Abelli ha parlato di fine di "un incubo". "La prima cosa che farò - ha aggiunto il vicecoordinatore nazionale del Pdl - è cercare di aiutarla a superare il trauma che indubbiamente subisce chi è soggetto a una assurdità come la prolungata carcerazione preventiva".Il gip milanese Anna Maria Zamagni ha accolto anche il patteggiamento a un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa) di Maria Ruggiero, ex segretaria dell'imprenditore Grossi, anche lei indagata per riciclaggio.Secondo l'accusa, Ruggiero e Gariboldi "si sono prestate a reinvestire le somme derivanti dall'attività illecita" di Grossi, che sovraffatturando i costi della bonifica dell'area Montecity avrebbe accantonato fondi neri per oltre 22 milioni di euro. Ai patteggiamenti hanno dato l'assenso i pm Laura Pedio e Gaetano Ruta.Il gip ha stabilito la confisca di oltre otto milioni di euro a carico delle indagate. In particolare, l'ex assessore pavese ha messo a disposizione circa 1,2 milioni di euro, soldi frutto del riciclaggio e transitati su un suo conto a Montecarlo. A Ruggiero, invece, sono stati confiscati oltre 5,5 milioni e un appartamento a Milano del valore di 1,5 milioni. Nel motivare la concessione dei patteggiamenti, il gip Zamagni spiega che Gariboldi e Ruggiero "non hanno frapposto ostacoli all'accertamento della verità e il loro comportamento è stato caratterizzato da correttezza e collaborazione".
Questi ultimi, secondo il gip, sono "elementi idonei a ritenere sussistente una limitata capacità a delinquere". Il giudice parla inoltre di "prognosi favorevole di non commissione di ulteriori reati". Nelle scorse settimane, invece, il gip Fabrizio D'Arcangelo, respingendo l'istanza di scarcerazione per Gariboldi, aveva fatto riferimento alla "elevata intensità" e alla "attualità del pericolo di recidiva". Il patteggiamento, ha spiegato il legale di Gariboldi, il professore Ennio Amodio, "non è una resa della mia assistita rispetto alle accuse, ma la scelta di ritornare agli affetti familiari e al lavoro".Gariboldi ha sempre sostenuto di aver commesso "una leggerezza" nell'intrattenere rapporti con Grossi. "I pm - ha aggiunto Amodio - hanno cercato di imboccare la strada politica, ma su questa linea non hanno trovato riscontri probatori perché non ce n'erano".
(12 gennaio 2010)

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